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Written by Michele Pisani

30 Luglio 2020

ITP 2.3 di Safari e gli utenti in Google Analytics

Intelligent Tracking Prevention (ITP) è l’iniziativa di Apple che ha come obiettivo la tutela della privacy degli utenti che si affidano a Safari come browser per la navigazione.

Arrivato alla versione ITP 2.3 applica delle regole che bloccano preventivamente il tracking dei cookie di terze parti come impostazione di default del browser. Allo stesso tempo, determina limiti e restrizioni sul modo in cui i cookie di prima parte vengono utilizzati dal browser Safari, limitando la loro durata a 7 giorni.

La difformità di comportamento del browser

Safari comporta una raccolta non coerente

del dato relativo agli utenti.

I cookie di prima parte sono quelli che vengono installati sotto il dominio principale del sito navigato, tra questi, oltre ai cookie meramente tecnici, rientra anche il cookie _ga di Google Analytics.

Per impostazione predefinita, la durata del cookie di _ga è impostata a 2 anni. La finalità di questo intervallo di tempo è determinare, da parte di Google Analytics, se ad accedere al sito si tratta di un utente nuovo o di ritorno. Questo significa che un utente che ha effettuato una visita a un sito in un determinato momento, verrà riconosciuto come lo stesso utente in Google Analytics anche se torna a visitare il sito (con lo stesso browser e dispositivo) dopo 6 mesi o dopo 1 anno e mezzo (Fig. 1).

Fig. 1 – Cookie di Google Analytics generato in Chrome

In Safari invece (Fig. 2), un utente che torna a visitare il sito dopo 8 giorni verrà riconosciuto come un nuovo utente.

Fig. 2 – Cookie di Google Analytics generato in Safari

La difformità di comportamento del browser Safari comporta una raccolta non coerente del dato relativo agli utenti. In particolare coinvolge aspetti importante come:

  • aumento dei visitatori unici nella piattaforma di analisi;
  • incongruenze nel calcolo del tempo di acquisto;
  • periodi ridotti per attività di marketing su segmenti di pubblico;
  • periodi ridotti di conservazione dell’informazione della variante negli A/B test.

 

Da un’analisi condotta nel 2020, su dati di traffico di alcuni nostri clienti, è emerso che in Italia più del 26% degli utenti consuma contenuti con il browser Safari, principalmente da dispositivo mobile (Fig. 3).

Fig. 3 – Utilizzo del browser Safari in un sito italiano

Estendendo l’analisi ad altri paesi in Europa la percentuale di utenti che navigano con il browser Safari supera il 37%, per salire oltreoceano a quasi il 60% degli utenti totali.

Inutile dire che l’impatto sulla raccolta del dato è di entità statisticamente significativa e necessita di un fixing per poter permettere analisi che abbiano un valore coerente con la raccolta del dato.

L’itp2.3 influisce sui cookie lato client per tanto il ns team di data compliance ha sviluppato una soluzione in grado di superare questa criticita e poter permettere sia una riconciliazione sia un tracciamento che superi questo comportamento e siain grado di riportare la scadenza dei cookie di prima parte al valore originale. 

Fig. 4 – Cookie di Google Analytics generato in Safari che mantiene la durata predefinita di 2 anni

Quei clienti che danno valore al dato e che per questo motivo si sono affidati a noi, oggi continuano a tracciare dati affidabili e omogenei sui quali basare analisi Data Driven.

Se anche per te il dato è importante, non esitare a contattarci per avere a disposizione una base dati solida sulla quale prendere scelte consapevoli in grado di impattare realmente sul business aziendale.

 

Written by Michele Pisani

Digital Analytics Supervisor

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